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Ammaliati dall'Oriente
Hayez, Fontanesi e la pittura italiana tra Otto e Novecento in mostra a Palazzo Magnani dal 4 febbraio al 29 aprile 2012
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Particolare di: Francesco Netti “Odalisca” 1884-1885 circa – olio su tela – cm 46,3x61,7 – collezione privata

All’inizio fu l’Oriente vicino, l’esotismo e la seduzione degli hammam e degli harem, le palme, i minareti ma anche i deserti popolati di beduini e cammelli, o i colori delle città del Magreb. Poi lo sguardo degli artisti migrò ancora più ad Oriente, verso quelle culture e quelle atmosfere dell’estremo oriente altrettanto esotiche e forse ancora più incantevoli.
Ed è su questo lontano Oriente, lo stesso che diviene popolare grazie ai romanzi d’avventura popolati da tigri o dal fumo conturbante dell’oppio, lo stesso che ammaliò tutta Europa grazie alle delicate armonie dei racconti e delle incisioni giapponesi, che si sofferma la grande mostra che Palazzo Magnani, a Reggio Emilia, promuove con il titolo “Incanti di terre lontane. Hayez, Fontanesi e la pittura italiana tra Otto e Novecento”. Un titolo articolato per dar conto delle diverse anime che danno vita a questa affascinante esposizione.
I due protagonisti innanzitutto, Hayez e Fontanesi. L’Oriente del primo è quello vicino, mediterraneo, non direttamente vissuto ma sapientemente evocato. Quello del secondo, invece, è l’Oriente estremo, o almeno un lembo di esso, il lontano Giappone, regno che lo ospitò a lungo, onorandolo, e che lui a sua volta volle onorare.  Intorno ai due, i molti altri che lungo gran parte di questo secolo, l’Ottocento appunto, hanno descritto gli incanti, le malie di terre ai più ignote e per questo ancora più affascinanti. 

Un centinaio di opere degli Orientalisti italiani, con molte novità. A partire dalla presenza, straordinaria di alcuni dei più importanti dipinti di Francesco Hayez. La mostra infatti dà conto della ventata d’Oriente che suggestionò la pittura italiana nel secondo ‘800 riconoscendo Hayez come punto d’avvio, non unico ma certo particolarmente importante. A Palazzo Magnani del pittore si potranno ammirare l’Odalisca della Pinacoteca di Brera, la Ruth delle Collezioni Comunali di Bologna e Un’odalisca alla finestra di un Harem di una nota collezione privata. Una attenzione peculiare la mostra riserva, anche per ragioni di nascita reggiana, a Antonio Fontanesi. Egli, tra il 1876 e il 1878, venne chiamato, insieme al altri artisti italiani, ad insegnare alla neo-fondata Accademia di Belle Arti d Tokyo, restituendo immagini disegnate e dipinte del Giappone interpretate dal suo squisito linguaggio lirico. Nessun pittore dell’Ottocento europeo ha mostrato di possedere meglio di Fontanesi una intensa consonanza con alcuni elementi della poetica e dell’estetica orientale, giapponese nello specifico, per quanto attiene, ad esempio, all’interpretazione del rapporto uomo/natura e a una visione profonda del mondo.
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Particolare di: Augusto Valli “Semiramide morente sulla tomba di Nino”, 1893 Olio su tela, 150 x 200 cm Modena, Museo Civico d'Arte
 
•LA MOSTRA: ”Incanti di terrre lontane. Hayez, Fontanesi e la pittura italiana tra otto e novecento” - REGGIO EMILIA,  Palazzo Magnani - dal 4 febbraio al 29 aprile - INFO: Tel.  0522.454437 - 0522.444446 - www.palazzomagnani.it

 
 

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