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Stanley Kubrick non solo CINEMA

In anteprima mondiale gli scatti realizzati dal regista tra il 1945 e il 1950. Una mostra unica che svela il lato meno conosciuto di uno dei protagonisti del cinema del XX secolo

Servizio di Domizia Dalia
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Stanley Kubrick Autoritratto (particolare)

Un edicolante rattristato per la morte del Presidente Franklin D. Roosevelt. E’ questo il primo soggetto immortalato da Stanley Kubrick con la Rolleiflex regalatagli dal padre pochi anni prima. Un’immagine dal forte impatto narrativo dove spontaneità e naturalezza definiscono l’impronta del Kubrick fotografo. E’ il 1945 e a soli 17 anni, il futuro regista riesce a pubblicare questa fotografia sulla rivista Look. Gli editori di allora del giornale, capirono fin da subito il suo occhio osservatore e lo ingaggiarono come fotoreporter nonostante la sua giovane età.
Comincia così, dalla fotografia, la prestigiosa carriera di Stanley Kubrick, considerato da molti tra i maggiori cineasti del XX secolo.
Oggi in anteprima mondiale a Milano, presso Palazzo della Ragione fino al prossimo 4 luglio, una mostra ricostruisce il Kubrick fotografo, quello misterioso, quello che pochi conoscono, e lo fa presentando al pubblico numerose stampe da originale delle sue fotografie più belle scattate tra il 1945 e il 1950. Un’esposizione curiosa, non solo perché mostra il lato nascosto del regista americano, nato nel Bronx - New York- nel 1928 da genitori ebrei, ma anche perché sottolinea la società e lo spirito degli americani negli anni della ripresa, quelli dell’immediato dopoguerra.
Il curatore della mostra, Rainer Crone, mette in evidenza la capacità di Kubrick di catturare immagini di straordinaria sottigliezza drammaturgica, nonostante la giovanissima età. Ogni singola immagine può essere osservata da sola, cogliendone i piccoli dettagli e le fini contraddizioni, quelle che si ritrovano anche nei film dell’autore, oppure può essere osservata nell’insieme della serie che le raggruppa. Kubrick, infatti, adotta il metodo che la rivista Look proponeva ai suoi fotoreporter, ovvero la narrazione per episodi; per i responsabili della rivista i soggetti dovevano essere seguiti costantemente e ogni loro azione fotografata. In questo modo Stanley crea delle vere e proprie photo-story, narrate per immagini. Un sistema che non piaceva alla maggior parte dei fotogiornalisti, forse perché, seguendo il protagonista si rischiava di perdere quella naturalezza e quel realismo tipico delle fotografie da reportage. Kubrick aggirava il problema inventando per i suoi scatti metodi sorprendenti: come un abile mago nascondeva il cavo della macchina fotografica sotto la manica della giacca e un interruttore nel palmo della mano per azionare l’otturatore. Si tratta di stratagemmi geniali, capaci di catturare gli istanti con la giusta percezione della realtà.
Scatto dopo scatto, storia dopo storia emergono diversi personaggi ritratti nel loro ambiente, ma anche la loro anima, quella che Kubrick riesce a trasmettere grazie alla sua personalissima visione del reale e dei suoi molteplici significati.
Ecco allora che ci si imbatte nel piccolo lustrascarpe, Mickey, un dodicenne di Brooklyn bello e già sicuro di sé, che dopo scuola lavora per aiutare economicamente la sua famiglia. Un ragazzino, come tanti, è rappresentato con una forte carica drammaturgica, tanto da renderlo quasi una piccola celebrità. Se attraverso il piccolo Mickey si tratteggia un lato della New York della rinascita, quello della strada, la storia che vede protagonista Betsy von Fürstemberg, in Una Debuttante Rampante, ne disegna il lato opposto, quello della New York mondana, più frivola, e dove la vita quotidiana diventa una mimesis della vita di scena. Interessante è anche la storia del “Paddy Wagon”, ovvero il veicolo più sicuro per il trasporto dei detenuti, una sequenza a metà tra cinematografia, per i diversi piani utilizzati, ed il documentario realistico, Kubrick ritrae con freddezza e lucidità ogni singolo momento. Ci si trova di fronte a degli scatti che ricordano molto Weegee, il fotografo delle scene di crimine per eccellenza. In mostra anche le serie scattate in Portogallo nel 1948, La città degli orfani ed Il circo dietro le quinte.
Le fotografie esposte rappresentano soltanto una piccolissima parte delle migliaia di negativi archiviati dal Museum of the City di New York.
Visitando la mostra di Kubrick si coglie un tratto stilistico caratterizzato da una acuta visione del reale, da una libertà formale e dall’alto rilievo contenutistico, qualità fondamentali che contrassegnarono anche la sua poetica cinematografica.

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Stanley Kubrick, a tale of a shoe-shine boy, 1947

•LA MOSTRA: “Stanley Kubrick. Fotografo. Gli anni di Look (1945 - 1950)” - MILANO, Palazzo della Ragione - fino al 4 luglio.  INFO: Tel. 02.43353522 - www.mostrakubrick.it
 

Editoriale Tricolore srl, via Pasteur 2 - 42100 (RE)| tel. 0522.557893 | fax 0522.557825 | privacy
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