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Non è vero che...UN BEL GIOCO DURA POCO
Un secolo di storia di giochi e giocattoli in mostra a Palazzo Coronini Cronberg di Gorizia dal 19 marzo al 20 giugno

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Qual è stato il valore storico e sociale dei giochi e dei giocattoli  tra l’Ottocento e la prima metà del Novecento? Come si sono evoluti i divertimenti dei bambini e delle bambine di un secolo fa? Per rispondere a queste domande la Fondazione Coronini Cronberg di Gorizia ha ideato la mostra “Cent’anni di giochi e giocattoli: viaggio attraverso la fantasia e il divertimento di un secolo di storia”.
Ampio spazio sarà dedicato ai giocattoli di legno e a quelli di latta, materiale più durevole e resistente che si prestava a riprodurre fedelmente pupazzi, animali meccanici ed i mezzi di trasporto: treni, navi, automobili, camion, veicoli da lavoro, mezzi militari e aerei. Dotati spesso di meccanismi con carica a molla o a vapore, o più tardi a batteria e a elettricità, questi giocattoli conobbero un enorme successo, ancora oggi vivo attraverso la passione dei collezionisti. Da sempre si riscontra una precisa diversificazione tra i giochi maschili e quelli femminili in quanto, anche attraverso gli oggetti con cui giocavano, i fanciulli imparavano a conoscere quello che sarebbe stato il proprio ruolo nella società: ecco allora in mostra i giochi a cui i maschietti rivolgevano maggiormente la loro attenzione: soldatini, cavallini a dondolo, armi giocattolo e veri e propri travestimenti militari;  e quelli prediletti dalle bambine,  come le bambole, le culle e le carrozzine, la casa di bambole, i servizi da te o da caffè, ma anche le cucine e poi, successivamente, le macchine da cucire e le riproduzioni di elettrodomestici.
Fra le bambole esposte,  troviamo alcuni raffinati esemplari di  “bambole bambine” dalla testa in biscuit, rare bambole di celluloide e di plastica, alcune straordinarie bambole in panno pressato della ditta Lenci di Milano, vero fenomeno di moda e di tendenza negli anni Venti, fino alla Barbie, bambola-culto del secondo Novecento. Considerato l’esiguo numero di fabbriche di bambole e giocattoli in Italia fino al secondo dopoguerra, la mostra dedica uno spazio particolare all’interessante storia del Laboratorio giocattoli di Fagagna (Udine),  manifattura sorta nel 1904 per iniziativa di una nobildonna di origine americana, la contessa Cora Slocomb Savorgnan.
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La sua produzione di bambole e di pupazzi in velluto, panno e peluche riscosse un notevole successo, ma cessò improvvisamente a causa dell’occupazione austro-ungarica seguita alla ritirata di Caporetto. Infine si possono ammirare anche tutti quei giocattoli amati indistintamente da tutti i bambini: trottole, cerchi, birilli, giochi didattici, con illustrazioni dai vivaci colori, e giochi da tavolo, come il Gioco dell’oca. In particolare, questo antichissimo gioco di percorso conobbe, tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, un’infinita serie di varianti e rielaborazioni, molto spesso suggerite dagli eventi storici dell’epoca, dalle scoperte tecnologiche o dalle esplorazioni. Ecco quindi il Giro del Mondo, il Gioco del Tramway, quello ispirato alla scoperta del Polo Nord  o ai viaggi in dirigibile. Non mancano poi i giochi di costruzione, in legno, pietra, metallo e plastica, concepiti per stimolare la creatività e la fantasia dei bambini e che, proprio nel secolo scorso, videro l’affermarsi di alcuni sistemi ancora oggi attualissimi come il Meccano e il Lego. Una sezione specifica ospita, infine, il classico teatrino con le marionette e tutti quei mezzi di intrattenimento, in realtà non solo riservati ai bambini, che fanno delle immagini proiettate, modificate o in movimento, uno strumento di gioco e di divertimento, come la lanterna magica con le sue moderne varianti, i proiettori, il caleidoscopio e i view-master.


•LA MOSTRA: “Cent’anni di giochi e giocattoli: viaggio attraverso la fantasia e il divertimento di un secolo di storia - GORIZIA, Palazzo Coronini Cronberg -  dal 19 marzo al 20 giugno.  INFO: Tel. 0481.533485
 

Editoriale Tricolore srl, via Pasteur 2 - 42100 (RE)| tel. 0522.557893 | fax 0522.557825 | privacy
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