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Omaggio a Vittorio Cavicchioni

A Palazzo Magnani, dal 28 novembre 2009 al 17 gennaio 2010

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Vittorio Cavicchioni "Campagna a SantIlario", 1955 - (partic.) - Olio su tela, 60 x 90,2 cm - Collezione Comune di Sant'Ilario d'Enza
 
Reggio Emilia presenta una mostra antologica dedicata a Vittorio Cavicchioni (Reggio Emilia, 1920-2005) per esplorare il percorso di uno degli artisti reggiani di maggiore rilievo nel secondo dopoguerra.
Affacciatosi sulla scena artistica come scenografo - la sua formazione avviene infatti al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma - Cavicchioni tiene la mostra d’esordio nel 1946 nella città natale con disegni, bozzetti e illustrazioni per il teatro. Subito dopo, si dedica alla pittura, partecipa a Premi importanti e tiene la prima mostra personale di dipinti nel 1953 alla Galleria Bergamini di Milano, per poi, nel 1960, esporre alla VIII Quadriennale di Roma. Le mostre, pubbliche e private, che si susseguono negli anni documentano l’evoluzione dell’artista. Dapprima vicino a formule neocubiste, Cavicchioni sviluppa successivamente un suo linguaggio neorealista, vicino alle esperienze di Giuseppe Zigaina, per poi, nella seconda metà degli anni Cinquanta, avvicinarsi all’informale
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Vittorio Cavicchioni "Licenziati delle Reggiane" (partic.), 1951 - Olio su tela, 111 x 160 cm - Collezione privata
 
A partire dall’inizio del decennio successivo, l’artista lavora su temi in cui la figurazione, non del tutto dissoltasi - dai vigneti ai paesaggi, dalle donne alle città di notte, dal ciclo di “Horror” a quello de “La nascita di Venere” -, assume un carattere astratto-espressionista, vicino, nello scavo impietoso sulla materia geologica di un paesaggio (“Meditations sur le paysage”) o sul corpo femminile, alle esperienze di De Kooning - in questi anni Cavicchioni realizza disegni di straordinaria forza espressiva e collage di particolare freschezza in cui utilizza i materiali più vari. Nella seconda metà degli anni Sessanta e per buona parte degli anni Settanta, l’artista approfondisce la sua personale rilettura del corpo femminile, visto alla luce delle ricerche di artisti americani quali Richard Lindner e del vasto interesse suscitato dalla riproposta delle opere letterarie del Marchese De Sade (si pensi al ciclo “Omaggio a Sade”), con il progressivo utilizzo di materiali (legno, lamiere) assemblati fino a dare vita a veri e propri bassorilievi. Nel 1979 viene edita una importante monografia, curata da Enrico Crispolti, che riesamina tutto il suo percorso. Nei vent’anni successivi, Cavicchioni ritorna a esplorare alcuni dei momenti della sua attività precedente, pur raggiungendo solo raramente i vertici espressivi toccati nei trent’anni di maggiore felicità artistica. La mostra di Palazzo Magnani, a cura di Sandro Parmiggiani, presenterà 100 opere dell’artista, con particolare riferimento ai trent’anni di maggiore interesse e originalità dell’artista. Il catalogo che accompagna la mostra pubblicherà 150 opere a colori, un centinaio di disegni in bianco e nero, l’antologia critica, apparati e una ricca selezione di fotografie inedite.


•LA MOSTRA: “Vittorio Cavicchioni”  - Palazzo Magnani REGGIO EMILIA - dal 28 novembre al 17 gennaio - INFO: Tel. 0522.454437
 

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