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Il museo come avanguardia
Alla Galleria d'Arte Moderna di Roma, dal 26 giugno al 1 novembre 2009 

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Con l'artista César. Palma Bucarelli indossa un anello di Umberto Mastroianni. © Archivio bioiconografico Gnam

A cento anni dalla nascita di Palma Bucarelli, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma dedica una mostra a colei che fu direttrice e poi soprintendente della Galleria dal 1942 al 1975. Le opere, circa centocinquanta, e il materiale d’archivio esposto documentano l’attività di Palma Bucarelli a sostegno della promozione dell’arte contemporanea italiana e straniera e la sistemazione museografica della Galleria.
Palma Bucarelli nasceva nel 1910 a Roma. Allieva di Adolfo Venturi si laureò nel 1931. Nel 1933 entrò per concorso nell’Amministrazione delle Antichità e Belle Arti del Ministero della Pubblica Istruzione e nel dicembre 1939 prese servizio alla Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea. Già dal 1942 assunse le redini del museo, affrontando con prontezza e intelligenza i problemi legati agli eventi bellici. Provvide, per esempio, al ricovero a Palazzo Farnese di Caprarola di numerose opere d’arte, evento del quale scrisse con ammirazione Indro Montanelli nel 1951. Dal 1944-1945, quando di fatto rimise in marcia il museo con un allestimento completamente nuovo, al 1975 Palma Bucarelli rappresentò per l’arte italiana contemporanea un arbitro assoluto. La Galleria, infatti, divenne con la sua guida l’istituzione pubblica di maggior spicco nel panorama dell’arte, quella cui maggiormente gli artisti facevano riferimento e l’unica a iniziare una collaborazione di respiro internazionale con molti musei del mondo: da quelli degli Stati Uniti a quelli giapponesi, russi, tedeschi, inglesi e francesi. Prima sua preoccupazione, infatti, fu quella di selezionare la migliore arte italiana del dopoguerra e di farla conoscere all’estero attraverso mostre collettive che furono ospitate con il sostegno del ministero degli esteri un po’ in tutto il mondo. Allo stesso tempo, nei due edifici di viale delle Belle Arti costruiti da Cesare Bazzani nel 1911 e nel 1934, Palma sperimentò fin dagli anni quaranta un nuovo modello di museo contemporaneo, attento sia all’aspetto didattico sia alla riflessione critica, con l’aiuto teorico di storici d’eccezione come Lionello Venturi e Giulio Carlo Argan. Con Palma Bucarelli, dall’indiscutibile capacità intuitiva e dalla vivace intelligenza, ma anche grazie alla sua abnegazione, la Galleria Nazionale assunse un ruolo fondamentale nel panorama artistico italiano. Fece parte fin dalla fine degli anni quaranta dell’Art Club, associazione culturale diretta da Enrico Prampolini a favore dell’astrattismo e dell’AICA, Associazione internazionale dei Critici d’Arte. Ne derivarono collaborazioni e mostre ospitate in Galleria, che permisero di mostrare al pubblico italiano l’arte nuova, astratta e informale, americana ed europea di maggiore prestigio. Tra le date memorabili: la mostra di Picasso nel ‘53, di Mondrian nel ‘56 e di Pollock nel ‘58. Quando andò in pensione, a metà del 1975, Palma Bucarelli lasciò un’eredità considerevole alla Galleria nazionale, fatta non solo di incremento di opere d’arte, soprattutto contemporanee, ma anche di un allestimento che mostrava con estrema chiarezza le tappe fondamentali della storia dell’arte italiana con puntuali riferimenti a quella straniera.

LA MOSTRA: “Palma Bucarelli. Il  museo come avanguardia” – ROMA, Galleria Nazionale d'Arte Moderna, Viale delle Belle Arti, 131. Fino al 1° novembre. INFO: 06.322981
 

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